Istituto di Istruzione Superiore "M.Laeng-A.Meucci" Osimo Castelfidardo


 

Cher frère blanc

Il 25 marzo, in occasione dell’incontro con Federico Appel, autore del fumetto intitolato Pesi massimi, Storie di sport, razzismi e sfide, presso il teatro La Nuova Fenice di Osimo, gli studenti Rached Zbidi, Dragos Alexoae e Leyla Brocanelli dell’Istituto d’Istruzione Superiore Laeng Meucci della sede di Osimo, hanno presentato il video relativo alla canzone Cher Frère Blanc, da loro scritta e musicata. L’iniziativa è nata nel corso dell’anno scolastico, dalla lettura e dall’analisi del libro Pesi massimi, che ha fornito agli studenti l’occasione di conoscere più approfonditamente la storia di alcuni campioni dello sport, che negli anni si sono distinti per le loro battaglie contro le diverse forme di razzismo. Con un approccio insolito e originale, il libro ha dato modo agli studenti di apprezzare il genere fumettistico, in realtà poco conosciuto dai giovani, e allo stesso tempo di approfondire la conoscenza di aspetti poco noti riguardanti diversi periodi della storia contemporanea. I campioni dello sport che hanno maggiormente catturato l’attenzione dei giovani lettori sono stati Muhammad Ali, Gino Bartali, Tommie Smith, Jesse Owens, John Carlos e Peter Norman.

Gli studenti hanno avuto modo di constatare come il tema del razzismo sia drammaticamente attuale, anche nello sport,  come semplicemente si può apprendere dai media; hanno altresì avuto modo di riconoscere e riaffermare la loro piena adesione ai valori di pace, uguaglianza, fratellanza tra i popoli, espressi e coltivati dallo sport. Hanno quindi pensato di cimentarsi nella stesura del testo di una canzone per ribadire con rinnovata convinzione la propria condanna verso ogni forma di intolleranza e di razzismo, scegliendo di esprimere le prorie convinzioni attraverso linguaggi a loro più familiari, quali appunto la canzone e il video clip.

 Gli studenti si sono ritrovati difronte a due nuove sfide: leggere e analizzare un fumetto, e allo stesso tempo, cimentarsi in un’attività non prettamente scolastica, ovvero la stesura del testo di una canzone. L’esperienza è risultata piacevole e positiva e volendo condividere con i lettori le riflessioni che hanno guidato gli studenti nella loro prima esperienza artistica, si riporta di seguito il testo della canzone, rimandando a tutti la possibilità di vedere il video originale all’indirizzo: www.laengmeucci.edu....

Cher Frère Blanc

Questo è il martello del coraggio,

è la campana della libertà,

ma la canzone è per i miei fratelli

a cui la gloria non manca mai;

in questo mondo egoista

che nega ciò che ha adorato e ha usato

non vede chi ha paura

non vede chi ha freddo.

 

Non parliamo di fatti,

ma parliamo di razzismo,

parliamo di gente che ha dato e vinto:

dai calciatori, agli attori, ai diplomatici.

Ci giudicano dal colore della pelle

ma non sanno niente della nostra mente;

combattiamo il razzismo ogni giorno,

ci incolpate dei vostri problemi ma non sapete niente

di come un padre fa di tutto per crescere un figlio senza pregiudizi.

E di come una madre guarisca con un suo abbraccio,

le lacrime di suo figlio che troppo spesso ha versato.

 

Questo è il martello del coraggio,

è la campana della libertà,

ma la canzone è per i miei fratelli

a cui la gloria non manca mai;

in questo mondo egoista

che nega ciò che ha adorato e ha usato

non vede chi ha paura

non vede chi ha freddo.

 

Ci volete mandare via per il colore della pelle,

ma perché non mandate via i calciatori famosi, pure loro sono neri…

Ah, scusate, adesso ho capito: le vostre squadre non sanno fare niente senza di loro,

oppure vogliamo parlare di Mohamed Ali

che è stato preso in giro per i suoi modi,

è stato espulso da qualche combattimento

 perché ha cambiato il suo nome e la sua religione:

ve ne rendete conto a che livello siamo arrivati…

Vi ricordo che siamo nel XXI secolo

giudicate le persone per come si vestono, per come parlano.

Non sono tutti figli di papà,

non sono andati tutti a scuola

ma che ne sapete voi della povertà:

i vostri genitori non hanno lavorato tutto il giorno sotto il sole per qualche moneta

per procurarsi una cometa.

 

La parola che proponiamo è libertà

lasciare che le persone vivano come gli va.

Non aver timore, amico mio, di parlare,

la parola c’è stata data non solo per sparare stronzate

ma per dare la possibilità a questo mondo di reagire

non di sparire.

Afferra la mia mano

non aver paura di volare.

Chi vola ad occhi aperti non può far altro che sperare

sperare in una vita migliore:

è questo che dobbiamo fare

ed ora afferra questa mano

non mi lasciare solo proprio ora

non lo fare!

 

Testo: Rached Zbidi, Leyla   Brocanelli

Produzione musicale: Dragos Alexoae

 

Giuseppina Zanna

I.I.S. Laeng Meucci, sede di Osimo

  

 

 

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