Alla scoperta del modello finlandese: una nuova esperienza Erasmus+ a Helsinki

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Grazie ai finanziamenti Erasmus+, cinque docenti della nostra scuola hanno partecipato a un’esperienza di job shadowing a Helsinki, visitando due importanti istituti: Töölön Yhteiskoulu e Tuusula Upper Secondary School. Un’occasione preziosa per osservare da vicino il celebre modello scolastico finlandese e riflettere su pratiche educative innovative.
Durante la permanenza, abbiamo potuto apprezzare diversi aspetti dell’organizzazione scolastica. In primo luogo, il tempo scuola, strutturato con una durata prolungata delle lezioni intervallate da pause regolari, pensate per favorire concentrazione e benessere. Gli ambienti si sono rivelati ampi, accoglienti e funzionali: aule attrezzate, spazi per il lavoro individuale e silenzioso, cucine a disposizione degli studenti e armadietti personali contribuiscono a creare un contesto favorevole all’apprendimento.
Un elemento distintivo è la grande libertà concessa agli studenti nell’utilizzo degli spazi e dei servizi, accompagnata da un forte senso di responsabilità. Gli studenti gestiscono autonomamente il proprio percorso formativo, scelgono le materie opzionali in base ai propri interessi e partecipano ad attività dedicate al benessere personale. Colpisce la capacità di rispettare le regole condivise: gli orari vengono osservati anche in assenza della campanella, gli studenti chiedono sempre l’autorizzazione a parlare e le attività scolastiche sono svolte con autonomia. La scuola si configura inoltre come un ponte con il territorio e promuove un rapporto diverso con le famiglie: queste vengono coinvolte principalmente all’inizio dell’anno scolastico, mentre gli studenti sono chiamati a gestire in prima persona il proprio percorso. Dal punto di vista didattico, le lezioni sono caratterizzate da una forte segmentazione: i momenti frontali sono alternati a esercitazioni individuali o di gruppo, attività di ricerca al computer, letture e analisi di testi, visione di documentari con questionari di restituzione e presentazioni di lavori, spesso supervisionate dai compagni stessi. Questo approccio favorisce un apprendimento attivo e diversificato.
Accanto agli aspetti positivi, l’esperienza ha sollevato anche alcune criticità. In particolare, abbiamo rilevato una minore attenzione alla relazione educativa tra docenti e studenti, una limitata presenza di feedback sistematici sui lavori svolti e abbiamo sentito la mancanza di reali programmi di inclusione a favore di alunni con bisogni educativi speciali. Durante le lezioni frontali, il dialogo è ridotto e gli studenti seguono la spiegazione in maniera per lo più passiva mentre in alcune situazioni abbiamo osservato un’eccessiva autonomia, con ingressi e uscite durante le attività o momenti di confusione tollerati, soprattutto nei livelli scolastici inferiori.
Nel complesso, si è trattato di un’esperienza altamente formativa, che ha offerto numerosi spunti per ripensare pratiche didattiche e organizzative. I docenti coinvolti sono già al lavoro per valorizzare quanto appreso e tradurlo in proposte concrete per il prossimo anno scolastico.

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