LA NOTTE DEI RACCONTI: il “babbo” Marco nella testimonianza di Lorenzo Biagi, protagonista, ieri, di due straordinari incontri

“Topino, ci vediamo questa sera a casa per festeggiare insieme la festa del papà”: questa è l’ultima frase che Lorenzo Biagi, figlio di Marco Biagi, ucciso dalle Nuove Brigate Rosse il 19 marzo del 2002, ha sentito da suo padre. La straordinaria esperienza di questo figlio è stata al centro, ieri, di due incontri pieni di emozione e commozione al teatro "La Nuova Fenice" di Osimo, nell’ambito dell’evento “La Notte dei Racconti” organizzato dal nostro Istituto. Il 24 novembre è la data non casuale scelta per i due appuntamenti, perché è il giorno in cui Marco Biagi avrebbe compiuto 71 anni se la sua vita non fosse stata interrotta improvvisamente dai brigatisti mentre tornava a casa in bicicletta dalla stazione. Aveva tredici anni Lorenzo, all’epoca dei fatti, e forse questo lo fa sentire in particolare sintonia con i giovani, come dimostrato dall’appuntamento della mattinata, dove oltre ai nostri studenti erano presenti anche alcuni ragazzi della scuola secondaria di primo grado dell’Istituto comprensivo Caio Giulio Cesare di Osimo. Dopo l’introduzione della docente Stefania Nasuti e i saluti del dirigente, dott. ing. Angelo Frisoli, è cominciato un vero e proprio dialogo tra Lorenzo e i ragazzi che hanno ascoltato con la massima attenzione, catturati dalla spontaneità e dalla sincerità del giovane, ma anche, forse, dalla bellezza del teatro e dal clima perfetto creato dall’accompagnamento musicale di Federico Paolinelli, docente e musicista, che si è esibito al piano, e di Gioele Zampa, tecnico del nostro Istituto e violinista. Per Lorenzo, il suo “babbo”, come preferisce chiamarlo, era “un padre di famiglia che amava me, mio fratello Francesco e mia madre Marina”, sicuramente “buono, affettuoso e presente”. “Non era un eroe”, ha sottolineato, ma un uomo normale con la “passione per la bici, per il tennis, il calcio e il Bologna. A tre anni mi ha portato per la prima volta allo stadio”. Da questo padre che “dopo la famiglia aveva una passione smisurata per il lavoro e per i suoi studi”, Lorenzo ha ricevuto tanti valori importanti ma soprattutto l’insegnamento di “non avere mai paura di niente e di coltivare le passioni e i sogni”. Il giovane ha confidato che “né io e né mio fratello sapevamo dei pericoli che correva” e “il giorno della tragedia ho compreso quello che era successo quando mio fratello ha portato la bici in casa. Lì ho capito che era mio babbo e che non l’avrei più rivisto”. Lorenzo non ha avuto il timore di dire che quella di suo padre è stata “una tragedia che si doveva e poteva evitare” e ha parlato dei suoi sentimenti: “ho fede e non odio nessuno ma non perdono chi ha tolto la scorta a mio padre e chi l’ha ucciso”. Al termine dell’incontro è intervenuto Alex Andreoli, assessore all’Istruzione del comune di Osimo, che insieme al Consiglio Regionale delle Marche a al Forum delle Associazioni Familiari patrocina tutta la manifestazione. La sera, sempre a teatro, Lorenzo ha incontrato un pubblico più adulto e, intervistato dal giornalista Vincenzo Varagona è tornato sul discorso delle responsabilità precise di chi decise, nel novembre del 2001, di sospendergli la scorta nonostante le continue minacce di morte che il giuslavorista riceveva. “La stessa brigatista pentita Cinzia Banelli – ha ricordato Lorenzo - ha riferito che mio padre è stato scelto come obiettivo perché non aveva la scorta. È stato ucciso perché veniva visto come il ‘padre del precariato’ mentre in realtà era un riformista che tramite la flessibilità voleva permettere a più persone di entrare nel mondo del lavoro. Diceva delle cose che poi si sono puntualmente verificate”. “Mi auguro che con la morte di mio padre si sia chiuso un capitolo” ha concluso Lorenzo, che si è anche commosso vedendo proiettate sullo schermo alcune foto del suo “babbo”. Alla fine della serata al giovane è stata consegnata dal dirigente Frisoli una targa ricordo, mentre il sindaco Simone Pugnaloni ha omaggiato Lorenzo con un libro e il gagliardetto della città di Osimo. Alla serata è intervenuto il direttore dell’Ufficio scolastico regionale, Marco Ugo Filisetti, il vice sindaco Paola Andreoni, il maggiore Luigi Ciccarelli del Comando della Compagnia dei Carabinieri di Osimo, il dirigente Stefano Bortone del Commissariato della Polizia di Stato di Osimo, il luogotenente Massimo Romiti della Tenenza della Guardia di Finanza di Osimo. L'incontro ha avuto l’accompagnamento musicale al pianoforte del docente Federico Paolinelli.

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