Marcinelle, i ragazzi di quinta a confronto con una tragedia dell’emigrazione italiana

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L’Italia dopo la Seconda guerra mondiale era un Paese che faticava a rimettersi in piedi, poco industrializzato e con un alto tasso di disoccupazione: tutto questo ne faceva una terra di emigrazione che, nei primi anni ’50 del 1900, si concentrava verso gli Stati Uniti e il nord Europa. A dipingere questo quadro agli studenti delle quinte della sede di Osimo del nostro Istituto è stato il dott. Marco Labbate, storico, ricercatore e vice presidente ISCOP, all’interno di “Storia e storie del Novecento”, un percorso di approfondimento della storia del ‘900 ideato ed organizzato dalla prof.ssa Lorena Tricarico. L’incontro, che si è svolto il 6 maggio in Aula Magna, era dedicato alla tragedia di Marcinelle, la miniera di carbone in Belgio dove morirono, l’otto agosto del 1956, 236 persone di cui 136 italiani; i minatori marchigiani che persero la vita furono 11. Gli studenti sono stati condotti a riflettere su un periodo storico difficile per gli italiani e sulle condizioni di vita miserevoli a cui andavano incontro coloro che decidevano di emigrare in Belgio, spinti dalle precarie condizioni economiche e dal miraggio di una vita migliore; la realtà e la pericolosità delle miniere erano ben diverse da quelle immaginate, come dimostrato dall’incidente mortale del 1956. Solo un dirigente della miniera, l’unico tra l’altro che aveva fatto qualcosa per salvare i minatori, venne condannato nel processo seguito alla tragedia e gli indennizzi per le famiglie furono irrisori.

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